Je suis Paris

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Buon pomeriggio a tutti.
Oggi, come ogni domenica, avrei dovuto postare il classico Outfit Of The Day, tuttavia ho pensato che in momenti come questi l’indifferenza è l’arma peggiore che abbiamo. Il poter esprimere le proprie opinioni, la nostra solidarietà e il mandare un semplice messaggio attraverso questa piattaforma, invece, mi sembrano gesti che, pur se appaiono inutili, nella loro inutilità sono più importanti di quanto si pensi. So che molti scriveranno o semplicemente commenteranno fra di loro che postare articoli del genere solo quando sono attaccate zone e persone a noi culturalmente vicine è una cosa ipocrita, perchè, dopotutto, pochi giorni fa anche a Beirut è accaduta una tragedia simile, ma gli eventi di Venerdì 13, mi hanno toccata maggiormente per una serie di motivi.
Premetto che inizialmente avevo quasi paura di esprimere i miei pareri da ragazza stanca di questo periodo buio che tutto il mondo sta vivendo, avevo paura di essere giudicata, di essere mal vista dal mondo di internet, ma poi ho riflettuto che la mia arma sarebbe stata solo questa e ora libero il mio affollato flusso di pensieri. Non ho una scaletta o dei punti prefissati da trattare, scrivo col cuore in mano quello che mi viene in mente.
Non farò una cronaca degli eventi, perchè se semplicemente visitate un qualsiasi sito d’informazione, potrete trovare tutto, tuttavia devo scrivere che circa centotrenta persone sono morte, centotrenta uomini, donne e bambini non sono più tornati a casa dai loro cari, centotrenta innocenti, che dopo una dura settimana di lavoro si stavano godendo il meritato svago del Venerdì sera, ora sono in Cielo. C’erano gli appassionati di musica, carichissimi per ascoltare le canzoni della loro band preferita al Bataclan. C’era chi non aveva voglia di cucinare quella sera e quindi cercava una qualche ora di relax al ristorante. Magari c’erano coppie che festeggiavano il loro anniversario di matrimonio davanti a un piatto di pasta. C’erano anche gli appassionati di calcio che stavano tifando per la loro squadra del cuore allo Stade de France. E per non dimenticare nessuno, c’era chi stava percorrendo Boulevad Voltaire e Rue de la Fontaine au Roi, forse per portare il cane a fare la passeggiatina pre-nanna, o semplicemente per prendere una boccata d’aria.

Tutti loro sono stati trucidati. Sono state colpite determinate zone di Parigi, non solo perchè erano affollate, ma perchè erano l’emblema della felicità.
Capite? E’ stata uccisa la felicità.

Le reazioni a questa evidenza possono essere molte: rabbia, tristezza, voglia di sterminare la razza dei colpevoli, odio, indifferenza, perdono… Io non ho ben trovato un’unica parola per descrivere il mio corrente stato d’animo, tuttavia quello che penso è questo: usare la violenza come arma di vendetta e sfogo è sbagliato, perchè violenza porta altra violenza. La forza di rialzarsi e continuare, l’unione, l’amore sono armi che noi abbiamo, mentre loro no. Sfruttiamole per un mondo più felice.
Ieri la mia professoressa di Latino, ha fatto riferimento ad una citazione greca di Sofocle: “L’uomo è straordinario.”, che in Greco Antico si scrive “O ανθρωπος δεινοσς εστι.” -O antropos deinos esti-, deinos è stato scelto da Sofocle non per puro caso, infatti può avere due significarti molto diversi tra loro: straordinario e terribile. Facciamo in modo che terribile non sia la traduzione adatta a noi, rendiamo l’umanità e il mondo straordinari.

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