VOGLIO PRENDERTI PER MANO – books

Voglio prenderti per mano, Ann Hood

Quando le donne scoprono di essere in dolce attesa, sono solite dire: “Mi basta che sia sano”. A ben pensarci, è un requisito non scontato, quasi discriminatorio. Se non fosse sano, quel bimbo? È questo ciò che capita a Susannah. Avrebbe voluto un bellissimo rapporto con sua figlia Clara, di 6 anni, ma non è stato possibile: la piccola ha la sindrome dell’X fragile, e mentre il marito di Susannah, Carter, è perfettamente a suo agio con questa situazione, lei non riesce ad accettarla. Desidera disperatamente un bambino normodotato. È chiedere troppo? Brooke, invece, per un avvenimento spiacevole che risale a parecchi anni prima, è sterile. Sophie e Nell, così diametralmente opposte, sono accomunate dalla stessa situazione: non riescono a concepire bambini, inspiegabilmente, pur avendoci provato in ogni modo. Sophie, in particolare, sogna una famiglia formata sia da figli biologici che adottati. Infine Emily, la dolce, tenace e speranzosa Emily, per tre volte non è riuscita a portare a termine la gravidanza. In questo romanzo, Ann Hood, con la sensibilità, la saggezza e la precisione che possono nascere solo dall’aver vissuto certe esperienze molto da vicino, ci vuole descrivere il mondo delle donne che, come per la maggior parte di noi è istintivo, vorrebbero essere mamme, ma non ne hanno la possibilità. Ognuna ha una propria personalità e vive in contesti e situazioni comuni ed al contempo uniche, ma è il problema ad accomunarle. Per questo Maya Lange, nel 2002, scappando dalla sua amata vita alle Hawaii e dal terribile avvenimento che l’ha sconvolta, decide di aprire l’agenzia di adozioni Filo Rosso. A causa di quella legge che voi certo conoscerete, in Cina si può avere solamente un figlio. Se il primo è femmina, è concesso di provare ad avere un maschio, ma se anche il secondo tentativo fallirà, la bambina dovrà essere data via. Maya e le sue assistenti mettono in contatto le famiglie con il governo cinese, aiutandole ad avere una figlia. Il nome dell’agenzia deriva da un’antica leggenda cinese, secondo cui un invisibile filo rosso ci lega ai nostri affetti, in particolare ai genitori. Gli abbinamenti risultano sempre miracolosamente azzeccati. Volete provare? Scoprirete chi c’è dall’altro capo del vostro magico filo. In contemporanea, vediamo la storia iniziale delle bambine che saranno di Emily, Susannah, Sophie, Nell e Brooke. Con un inaspettato colpo di scena finale.

Ogni capitolo ha il punto di vista di uno dei personaggi principali, ma in terza persona. 11 storie intrecciate fra loro che commuovono, sorprendono, coinvolgono e fanno riflettere. Ognuno cresce interiormente all’interno di questo libro, processo che sicuramente avverrà anche in chiunque lo leggerà. Si affrontano i territori della paura, del dolore, della perdita e della gioia, anche se nel caso delle mamme cinesi, purtroppo, non in quest’ordine. La banalità non esiste in questo romanzo toccante e pieno di verità, scorrevole ed avvincente. L’autrice, se si era posta l’obiettivo di essere diretta e comunicativa, a mio avviso lo ha pienamente raggiunto. Se avrete voglia, godetevi la lettura, che, come dico sempre, deve essere un gradito passatempo, e non un’imposizione o un’occupazione seccante.

-Celeste.

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